3.4.13

Avrei voluto fosse Per Finta

Invece era Davvero.

Premessa doverosissima. Il post che state per pipparvi non vuole e non intende in alcun modo entrare nel merito dei gusti personali dei lettori; voglio dire, ognuno ha il sacrosantissimo diritto di scegliersi le proprie ferite autoinflitte, per cui è normale e a suo modo comprensibile che ci siano estimatori di Davvero, il dream project di Paola Barbato. Dicevo, tolto ciò mi interessa raccontarvi un po' le sensazioni e i miei pareri di un'avventura che era iniziata con curiosità e sta finendo a peracottate. Because italians do it better, even with baked pears.

Riassunto delle puntate precedenti.
Romualdo ama Dolores, ma Dolores è convinta che Romualdo sia stato ucciso dal perfido Don Pneuma, signorotto della mala di San Famagosta, invaghitosi a sua volta di Dolores. La madre di Dolores scopre Romualdo ancora vivo e lo seduce, tradendo Teomondo, il cugino di Don Pneuma e suo marito. Suo di Don Pneuma, intendo, che intanto ha cambiato sesso e ora si fa chiamare Manciuria.
No, sto divagando, perdonatemi!

Paola Barbato è una rinomata scrittrice, che arriva giustamente alla luce dei riflettori scrivendo diverse validissime storie per l'indagatore dell'incubo: Don Pneu... Dylan Dog!
Paola Barbato ha un progetto nel cassetto da diverso tempo, ossia una storia, un arco narrativo che parli in modo semplice e veritiero, sincero, delle disavventure di una ragazza diciannovenne nel rendersi indipendente e affrontare la vita: Dolores.
No, scusate: Martina!

Il progetto, se ricordo bene, le viene gentilmente cassato da più parti. E siccome le più parti sono interne alla casa editrice di fumetti maggiore del panorama italiano, dico io, magari due conti fatteli: saranno vetustelli, sì, ma non mancano di senso degli affari. E sfido chiunque a negarlo.
Così le danno picche, le dicono che in Italia quel pubblico non c'è, o non è pronto per l'edicola. Lei dice (interpretazione mia, NdTeo): "col cazzo! È pieno di bimbeminkia che leggono shojo lacrimevoli, scriviamone uno italiano e le avremo nostre!"
Bastapoco, checcevò?

Viene successivamente avvolta da petali di ciliegio e rose e, mentre lagrime amare le rigano il volto perdendosi su uno sfondo acquerellato, solenne dichiara che non importa come, non importa dove, quel fumetto lei lo pubblicherà. Quella storia nascerà Davvero!
Ccv (quegli ideogammi alla fine delle puntate dei cartoni giapponesi che da bambino dicevo "è finito, vedi che c'è ci ci ci vu, nonna?!")

Parte un tam-tam per reclutare disegnatori e coloristi, con l'obiettivo di creare un team numerosissimo e trasformare, sei pagine alla volta, Davvero in un webcomic. Ti arruoli sognando di girare il mondo in luoghi esotici e ti ritrovi a "il Compagno col fucile spara, l'altro lo segue e quando il Compagno col fucile muore, lui prende il fucile da terra e spara!"

Soldi non ce ne saranno (sia mai che in Italia si faccia un business plan o un autofinanziamento stile Kickstarter, SIA MAI!) o forse ci saranno, ma chissà, stretta è la foglia e larga è la via. Quindi resta la fama, la speranza che se un'autrice di fama nazionale ti dice che VI PAGHEREMO IN VISIBILITÀ sia una diversa visibilità rispetto a quella di filibustieri come Francesco Coniglio, Cronache di Topolinia o Alessandro Bottero.

Primo errore, grosso.

Saltiamo quasi alla fine: poco prima che Davvero approdi tra le braccia della Star Comics (Giugno 2012) arriva un'email di Paola a tutti coloro che avevano partecipato all'avventura online di Davvero. Prafarasandola: « Cari belli, grazie per tutto il pesce. È possibile che si veda l'ombra di qualche soldo, ma (attenzione a questo punto) "[...] non dalla Star Comics, che è un'altra cosa"».

I beg your pardon?

Quindi la Star Comics non sarebbe mai stata una possibilità per spartire il dovuto con tutti i disegnatori? E, peggio, è quindi possibile che IN BASE all'eventuale successo Star Comics venga stampato un faldone dedicato alla web-serie che faccia da eventuale cassa per i collaboratori di essa?
Domande a cui, per ora, non vedo risposta o anticipazione: anche sulla pagina Facebook di Davvero non ci sono indizi in alcuna direzione se non "sta per uscire il numero X, tra millantamila giorni".

Ma riprendiamo il filo.
Appena vede la luce online, Davvero ottiene un discreto riscontro di visite e lettori. Critiche e apprezzamenti si dividono il territorio, mentre ragazzi più o meno bravi si avvicendano a mettere nero su bianco le vicissitudini milanesi di Martina, quella a cui il papi ha mollato 20'000 € perché si levasse dalle palle.
Giuro. Se la leggete così è ancora più bella, no?

Avete presente quei ritrovi per manager o aspiranti tali, quelle robe negli hotel che vorrebbero essere di lusso ma non ci arrivano dove è tutto un "YEEEEEAH SIETE I MIGLIORI! SIETE VOI CHE CAMBIERETE IL MONDO! VOI! SOLO VOI! QUI DENTRO C'È LA MIGLIORE UMANIT..." scusate.
Beh, quelle cose lì riassumono graficamente il tipo di rapporto che ho percepito dall'interno. Qualcuno che grida per motivare tutti gli altri, a cui seguono a ruota i più "assatanati" che si prendono la briga di difendere a spada tratta il progetto e l'idea a fronte di ogni critica.
(Questo paragrafo lo cedo in Creative Commons per chiunque voglia parlare del MoVimento 5 Stelle, in alternativa: a quanto pare calza altrettanto a pennello).

Non so se sia un farsi prendere troppo la mano, non so se qualcuno si sia EFFETTIVAMENTE sentito investito di una sacra missione nel Fumettomondo: fatto sta che le puntate si susseguono, le critiche si schivano e alle domande non v'è risposta.

Mi spiego meglio: due episodi a cui ho assistito online mi hanno lasciato quantomeno perplesso; nel primo, proprio in merito all'episodio disegnato da me (tra l'altro, con pochezza di commenti veramente imbarazzante, di cui solo una minima parte considerava, anche solo vagamente, il disegno delle tavole: solo uno ha avuto la franchezza di dire che non gli piacevano. E basta. Poteva essere disegnato da Davide La Rosa e sarebbe andato bene ugualmente, tanto bastava il lettering e i testi di Paola, via), un ragazzo chiede nei commenti se non sia un errore che la ragazza A che parte dallo stesso punto della ragazza B, a Milano, arrivi a casa in tram e metro prima dell'altra, automunita (nonché sua coinquilina).
Ci sta: per quanto trafficata, una città attraversata in auto GENERALMENTE fa perdere meno tempo rispetto al cambiare diversi tram, bus e aspettare la metro affollata.
Risposta del'autrice: "si vede che non hai mai guidato a Milano!"

I beg your pardon - part II?

Che diavolo, manco sono stato a Moria, al Villaggio Pinguino di Arale, non credo di essere nemmeno stato a Gotham City o di aver guidato un autoarticolato in giro per Metropolis. MA CHE RISPOSTA SAREBBE?!
Poca roba, comunque, me ne rendo conto.

Il secondo episodio è più interessante: Stefano Piccoli, S3Keno, critica e fa riflettere il team di Davvero proponendo alcune sue riflessioni (e prove empiriche in fumetterie di Roma) sull'eventualità di un successo di Davvero su carta stampata. Per non dilungarmi, visto che il tanto millantato target sarebbe stato lo stesso della maggior parte di fumetti giapponesi letti da ragazze, S3Keno ha provato a chiedere a diverse ragazzine in fumetteria se conoscessero Davvero.
"Davvero che?"

Ottimo.

E, a seguire, alcune avvisaglie su come 10'000 visitatori unici aggratis non significassero automaticamente 10'000 copie mensili vendute in edicola (della stessa storia, che di là avevi pure a colori, qui su cartadaculo™a bordo rigido); la domanda era: "ma, a queste cose, ci state effettivamente pensando?!"

La risposta è stata vaga, tranne quella dei fan: "Ma che cazzo vuoi tu? Ma chi sei? Ma chitisinchiuma?!"

Ottimo - part II.


L'ultima sorpresa arriva quando la Star Comics, il cui editor in chief, nel frattempo, era diventato Giuseppe Di Bernardo, decide di portare effettivamente in edicola Davvero, presentandolo a Lucca 2012.
Io a Giuseppe gli voglio bbbene, sappiatelo.
Però poche, poche cose mi spingono ad essere veramente certo che quella sia stata una scelta tanto ponderata quanto convinta, o comunque mossa dalla qualità effettiva del progetto in ottica da edicola; non è che, quando si arriva ad una posizione così delicata come quella dell'editor di riferimento, un po' ci sia la tentazione di dire: "Whoa, migliaia di lettori online! È fatta, più che far promozione noi a loro sarà per noi un ritorno di pubblicità!"?

La sorpresa, scusate il divagare, è che ci dicono nuovamente "addio, e grazie per tutto il pesce!"
Vengono selezionati POCHISSIMI disegnatori tra quelli presenti nella versione online (e, comunque, sono nomi che già si sapevano visto che la Barbato non faceva mistero di ritenerli i suoi gioielli, le sue scoperte pippobaudesche) e vengono affiancati da disegnatori che la casa editrice aveva già in staff, o comunque che seleziona lei. Coloristi non più necessari. Lettering grazie, è stato bello.
Come lacrime nella pioggia.

Capite, adesso, perché faccia così incazzare rileggere, alla luce dello stato attuale delle cose, che la Star non era manco una prevista come possibilità di rientro economico per tutto il lavoro svolto da tutti i ragazzi dello staff online di Davvero?
E capite, anche, che razza di beffa sia stata percepire il progetto online come "Le sei tavole di prova della versione cartacea", visto che solo pochissimi avrebbero fatto il passaggio morbido dalla versione online a quella da edicola?
Peraltro, è una cosa che si sono affrettati a smentire: "NOO, che dite, non erano le tavole di prova per trovare i più bravi, noo!"

Coda di paglia?

In tutto questo, ora siamo ad un silenzio roboante. Davvero è diventato bimestrale, i dati di vendita si SUPPONE non stiano brillando in alcun modo significativo, Paola Barbato non ha più fatto sapere nulla di nulla a chi aveva collaborato con lei sulla versione online (perlomeno, a me non è arrivato nulla di ufficiale... Devo mica averla come contatto di Facebook?!) e da quell'esperienza non ricordo di aver visto circolare nomi in altri progetti: insomma, che vi avevo detto? Ti paghiamo in visibilità resta una minchiata. A prescindere.

Poi magari, Paola, se mi leggi e mi rispondi a quell'email in cui ti chiedevo: "ok, allora mi dai un parere su cosa non ti è piaciuto nelle mie pagine?"e a cui avevi risposto: "ora sono impegnata, appena riesco ti dico"mi farebbe piacere.
Sarebbe il 2013, sai.

Ci auguriamo tutti, comunque, che anche per noi sia ricco di impegni. Per davvero.

29 commenti:

  1. Posso confermare che anche il lavoro di lettering è stato gestito nello stesso modo. Liquidato senza una mail di cortesia, come hai detto tu.
    La "brand reputation" di Davvero è partita male, ha continuato peggio grazie all'editore e la frase "Arrivederci e grazie per tutto il pesce!" rende abbastanza l'idea :-(

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    1. Per correttezza riporterò poi anche una serie di chiarimenti che il buon DiBe mi ha mandato su Facebook in pvt :-)

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  2. Leggo una nota di risentimento in tutto l'articolo. Tra l'altro mi pare di ricordare che TUTTI i collaboratori avevano ben chiare dall'inizio le condizioni del progetto, e cioè che nessuno avrebbe percepito nulla.
    Il tuo post mi sembra solo un lungo e vaneggiante pretesto per parlar male di Davvero, come quei bambini che non sono invitati a partecipare al gioco e vanno a piangere dalla mamma.
    Ci sarebbero talmente tanti punti da commentare che mi passa la voglia, dico solo che se non sei stato selezionato per la versione da edicola il motivo è uno: non sei abbastanza bravo.
    Ciao


    Judas81

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  3. Davvero, personalmente, è stato uno dei famosi "no che bisogna imparare a dire". Era un progetto il cui tema non mi entusiasmava, di cui ero sempre meno convinto via via che si avvicinavano le mie sei tavole da presentare.
    Ho sbagliato.

    Ma, come prevedevo, in questi casi i commenti sono due.
    Se commenti senza far parte di qualcosa, allora non puoi commentare, che le cose non le conosci, non ne fai parte, che ne sai.

    Se commenti facendo parte di qualcosa e la cosa non ti è andata agenio sei un rosicone. E basta.

    Grazie per aver confermato la mia teoria a proposito.
    Tu facevi parte del team? Bene. Io le condizioni me le ricordavo leggermente diverse da come le descrivi. Tolto ciò, il silenzio della linea editoriale non è MAI giustificabile, e questo sta abbondando.

    Fatto salvo per Giuseppe Di Bernardo, che mi ha subito contattato e mi ha chiarito diversi punti, che riporterò qui in un post dedicato :-)

    Tolto ciò, Judas, io sarò un rosicone. Ma tu hai un bel dente avvelenato.

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  4. Sai perché la puntata disegnata da te non l'hanno commentata? Perché non era ben disegnata (peraltro qualcuno te l'ha anche scritto). Sai che i migliori disegnatori di Davvero sono finiti in Bonelli? I migliori, comprendi? Ti viene il dubbio che tu non fossi tra questi? No? Allora figliuolo, il tuo problema più grave non è la tua capacità di disegnare. Il tuo vero, enorme problema è un altro. Solo che per quella cosa lì non esistono rimedi. Magari prova a cambiare mestiere. Ci sono un sacco di call center che cercano personale.

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    1. Se mi aiuti a ricordare quali sono passati in Bonelli mi dai una grossa mano, lo dico sinceramente, forse non ero del tutto informato su tutti i partecipanti al progetto.
      Per cui prego, il microfono è tuo :-)

      Sul resto non mi esprimo perché anche su quello direi che hai ragione.

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  5. Oi, non mi pare che il buon Teo abbia mai detto di essere stato "un bravo disegnatore" che "perché cazzo non sto disegnando Tex che ho fatto Davvero così bene, ma così bene, che Magnus è resuscitato solo per mangiare il mio cervello e prendere il mio posto come disegnatore!".
    Mi pare che i suoi punti siano:
    "Gli accordi erano altri, e, comunque, non mi è più stato detto nulla, ci si comporta così?"
    Non vedo rosicamenti di sorta... "perché tanto odio?" (cit.)

    Anzi, ha anche chiesto pareri per migliorare... siete Troll o avete solo il dente avvelenato voi?

    Comunque trovo interessante e ben raccontato l'articolo.

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    1. Grazie mille, sempre in campo di citazioni allora: "propenderei per la seconda ipotesi..." :-)

      Sono sempre il primo ad essere critico sul mio lavoro da esordiente, ne approfitto (grazie Manf!) per ribadire una cosa sacrosante: mi servono commenti costruttivi per migliorare. Quindi se ne avete, son pronto!

      Poi c'è sempre quella faccenda che mi servirebbe il plotone anti-cazzeggio a sorvegliarmi, ma soprassediamo :-)

      Come ho detto in un commento precedente: ho fato parte di una partita a cui ho aderito senza pensarci troppo approfonditamente. Non era il mio genere, non era una storia che mi appassionava, non ero sicuro di molte cose. L'ho presa come sfida, ci ho provato ma FORSE la summa non verte sul segno "+". Ci stanno tutte le esperienze, per carità, quello che, a mio avviso, non ci sta è la comunicazione ad un certo punto svanita e il senso di "ok che non ho fatto proprio delle buone tavole, ma almeno uno spunto di miglioramento dammelo, se davvero vuoi che Davvero -sorry- sia un banco di prova e crescita per giovani talenti".

      Comunque, domani posto alcune cose dette col DiBe, ribadisco. Poi, ARRI-RIBADISCO: non è un "Davvero è 'na merda e voi che lo leggete non capite un cazzo". È un: "Davvero può piacere, ben venga. Ma il modello di collaborazione iniziale su cui si è basato non è stato il massimo".

      Ciao!!

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  6. Bellissimo articolo, molto lucido e divertente.

    Ricordati in futuro di dubitare di sedicenti autori che ti propongono pubblicazioni sull'interetto, mi raccomando eh! ;)

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  7. è bello vedere come i troll siano così prevedibili :-)
    E mai dargli soddisfazioni!!! :D
    Tieni botta Teo!

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  8. ciao,
    una domanda

    "se un'autrice di fama nazionale ti dice che VI PAGHEREMO IN VISIBILITÀ "

    questo ti è stato "detto" o scritto?

    Paolo

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    1. aggiungo...
      rispetto alle tue abituali pubblicazioni, sei stato più "visibile" o no, sul sito davvero.org?

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    2. non son degno di risposta?
      devo andare a scrivere un post di lamentela sul mio blog?

      Paolo

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    3. Poi magari, Matteo, se mi leggi e mi rispondi a questi messaggi sopra scritti in cui ti chiedevo:

      "se un'autrice di fama nazionale ti dice che VI PAGHEREMO IN VISIBILITÀ "
      questo ti è stato "detto" o scritto?

      e

      rispetto alle tue abituali pubblicazioni, sei stato più "visibile" o no, sul sito davvero.org?

      sarebbe passato un giorno, sai.

      Paolo

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  9. Ciao, sono Matteo Bussola.
    mi hanno segnalato questo tuo post ieri sera.
    ho dovuto farmi passare l'incazzatura prima di decidere se risponderti. l'incazzatura: perché inanelli una tale quantità di falsità, forzature, perculamenti, che bastano e avanzano per un paio d'anni. decidere SE risponderti: perché per la verità la tua è l'unica voce tra coloro che hanno partecipato al progetto web (di voci di gente che NON ha partecipato invece che ci ha spalato merda addosso aggratis ne ho a un soldo la dozzina) - l'unica, lo ridico - che abbia capito male, che si sia sentita in qualche modo imbrogliata o tradita da noi, di più, che abbia partecipato al progetto anche se gli faceva cagare come tu dici (il che è un bel paradosso, non trovi?). potevo perciò serenemanete liquidarla come un semplice fatto statistico o come la proverbiale eccezione che conferma la regola. e oltre a questo, io mi rompo il cazzo ad inseguire la gente sui propri blog o profili o sa dio, perché penso sempre ingenuamente che se uno ha delle domande da rivolgermi o da recriminare su qualcosa lo dovrebbe fare direttamente con ME, o comunque coi diretti interessati, no? non solo per una questione di educazione (che sennò così è un po' come "parlare alle spalle") ma anche perché se non ho conoscenza diretta delle tue domande o supposizioni o malumori, questi non potranno trovare risposta, dunque a chi serve?

    bene. partiamo dall'inizio. salto a pié pari le tue congetture sul PERCHE' Paola abbia sentito il desiderio, di più, la necessità di scrivere un fumetto come Davvero e farlo uscire sul web perché primo sono cazzi suoi, secondo lo ha già spiegato più volte lei stessa, e soprattutto terzo perché la cosa non ha qui rilevanza. e lascio perdere pure le tue considerazioni (personali) su target e/o risposte ai commenti sul sito ecc, che lasciano il tempo che trovano. i commenti sul sito sono liberi, perciò chi vuole commenta, chi non vuole no, e la "quantità" di commenti o meno non dipende in alcun modo da noi.
    la cosa che mi ha più infastidito del tuo post (oltre ai perculamenti e al sottile sarcasmo) è il fatto che tu insinui di essere stato in qualche modo "imbrogliato", come se noi ti avessimo promesso qualcosa che poi non abbiamo mantenuto.
    falso. gli accordi iniziali erano CHIARI per tutti, da subito. e se uno avesse voglia di sbattersi potrebbe ancora trovarli nero su bianco su facebook o in giro nella rete o - se è uno come te che ha partecipato al progetto - nella propria casella mail. e parlo di accordi SCRITTI e inequivocabili, non di "si dice".
    gli accordi iniziali dicevano (riassumo brutalmente): vogliamo fare questo fumetto sul web, la sceneggiatrice è paola barbato, abbiamo bisogno di disegnatori per concretizzarlo. il progetto è giocoforza free (NON possiamo pagarvi. NON siamo una casa editrice e non abbiamo un budget. non guadagneremo un soldo nemmeno noi), e proprio (anche) per questo motivo, l'impegno richiesto a ciascun disegnatore sarà minimo, per un numero di pagine ritenuto non superiore a quello che una qualsiasi casa editrice ti chiede come "prova" (e sempre gratis eh), dunque di "sole" sei tavole. in cambio di queste sei tavole noi garantiamo:

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  10. 1. la possibilità di lavorare e dunque confrontarsi con una sceneggiatura ed un editing professionali.

    2. la VISIBILITA' (hahaha, giusto? vedremo meglio poi i frutti che questo punto ha portato) che il vostro lavoro avrà (per il solo fatto che, ebbene sì, collaborerete a un progetto scritto da Paola Barbato di Dylan Dog. e che solo per questo motivo sarà nel bene e nel male visto da tutti gli addetti del settore, almeno una volta).

    3. SE e quando arriveranno soldi inerenti al progetto tali introiti verranno divisi equamente tra TUTTI i partecipanti, dal disegnatore al basista al letterista, in percentuale al proprio sbattimento.

    1. la possibilità di lavorare e dunque confrontarsi con una sceneggiatura ed un editing professionali: molti sottovalutano questo punto, sbagliando. per un aspirante, avere modo di confrontarsi con una sceneggiatura professionale ben scritta e essere seguito da un professionista nella realizzazione della sue tavole - anziché stare da solo a fare i propri disegni chiuso nella propria cameretta - è una possibilità importante. di più, fondamentale. perché da modo di crescere, di percepire cos'è il mestiere, di capire quanto è facile disegnare una cosa scritta BENE e allo stesso tempo, proprio per questo stesso motivo e senza che sembri un paradosso, invece molto più difficile. quando io ero agli inizi avrei PAGATO io per avere modo di avere a disposizione delle pagine di Mauro Boselli o di Roberto Recchioni (per fare due esempi) per esercitarmi. qua non era nemmeno un esercizio, le tavole sono state pubblicate, dunque si è offerta a tutti gli effetti la possibilità a degli esordienti anche assoluti di collaborare a un prodotto editoriale professionale (sia pur sul web). a me non sembra poco, ma sono strano io, probabilmente.

    2.in CAMBIO di quanto sopra (sei tavole) l'unica cosa che Paola ed io potevamo offrire in tutta la nostra disarmante onestà era la VISIBILITA' per cui tanti ci hanno preso in giro. hahaha la visibilità de stocazzo, hahaha pagaci l'idraulico con la visibilità e via di luoghi comuni. ebbene, lo dico chiaro: SE io fossi stato un aspirante fumettista mi ci sarei buttato di TESTA. avere modo di realizzare sei pagine al mio meglio (dato che i tempi di realizzazione erano pure mooooolto comodi: verificavamo insieme al disegnatore la sua disponibilità e/o tempistiche e il numero veniva assegnato di conseguenza.) con la garanzia che queste pagine verranno viste (per i motivi sopra espressi) da tutta la gente che conta del settore beh, per me non avrebbe (ha) prezzo. INFATTI questa visibilità per molti ha pagato oltre ogni più rosea aspettativa, come ho dichiarato più volte in numerose interviste.attualmente OTTO disegnatori della serie di Davvero on line sono al lavoro per la Bonelli, su varie serie o miniserie che vedrete in futuro. tutti e sette sono stati contattati direttamente dagli sceneggiatori IN SEGUITO alle loro pagine di Davvero che gli scenegiatori bonelliani in questione avevano avuto modo di vedere. ci tengo a sottolineare, prima che spuntino illazioni relative a raccomandazioni o balle varie, che i disegnatori sono stati contattati direttamente dagli sceneggiatori o editor, Paola ha solo fornito le loro mail quando richieste e in un solo caso un noto sceneggiatore ci ha telefonato a casa per chiederci il numero di telefono di uno di loro. dopodiché loro si sono fatti comunque le loro belle prove bonelliane di rito e sono stati presi per questo, ma sono stati notati GRAZIE a Davvero. oltre a questi, altri tre disegnatori lavorano per prestigiose case editrici francesi e uno per gli USA. e vorrei far notare che almeno la metà dei succitati erano in pratica esordienti assoluti. dunque direi che anche volendola vedere (solo) da un punto di vista squisitamente opportunistico, per sei pagine hanno avuto il loro bel tornaconto, no? da tutto questo ho tralasciato comunque coloro che attualmente stanno sulla serie cartace Starcomics, prché su questi torneremo.

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  11. 3.come abbiamo detto con CHIAREZZA a tutti, fin dall'inizio: SE arriveranno mai dei soldi relativi al progetto di Davvero on line quei soldi sarannio spartiti tra tutti. e dunque, ecco l'equivoco: dovete pagarli coi soldi della Star! ma quei soldi non possono in alcun modo essere quelli della serie cartacea della STAR, come potrebbero? la serie della star è un lavoro pagato (poco), i disegnatori che sono stati presi vengono pagati per ciò che disegnano, paola viene pagata per ciò che scrive. punto. anche volendo, in quale modo sarebbe possibile utilizzare quei soldi per pagare i collaboratori del Davvero on line? Pretendendo che i disegnatori del cartaceo rinuncino al loro sacrosanto compenso? Oppure con ciò che viene pagata Paola per le proprie sceneggiature? Come? Senza contare che, all'oggi, i compensi percepiti non basterebbero nemmeno per coprire un quinto dei compensi che vorremmo dare ai collaboratori dell'online (perché, sì, Paola ed io abbiamo deciso delle cifre specifiche per ognuno che ci sembrassero congure e non offensive. non venti euri a tavola, per capirci...)
    infine, permettimi una postilla: nessuno considera mai che sia Paola che il sottoscritto abbiamo lavorato all'online a tittolo completamente gratuito! Paola ha sceneggiato 450 pagine da sola, gratis. io ho visionato disegnatori, selezionato, impaginato, supervisionato centinaia di pagine. gratis. eh, potresti ribattere tu, ma voi alla fine avete ottenuto la pubblicazione su cartaceo che volevate. certo. ma in termini ECONOMICI non è comuqnue un gran risultato, no? dato che la star ci paga un quinto di ciò che normalmente Paola ed io percepiamo per il nostro lavoro. cheffurbi eh?
    dunque, tornando a bomba: i soldi del Davvero on line si riferivano e riferiscono - come detto più volte pure questo - alla possibilità di realizzare un volumone con tutte le storie dell'online. Volume unico stile "Blankets", per capirci. in pratica i soldi per pagare l'on line devono arrivare dall'online. Dicevamo volume: foliazione elevata, carta bella, a colori. Ovviamente, non è come dirlo, realizzare un volume di questo genere ha prima di tutto dei COSTI (e, no, la star si è detta da subito NON interessata. del resto, perché dovrebbe? Pensaci.) e dobbiamo essere certi prima di tutto di coprire quelli per poi ottenere il guadagno che ci consentirebbe di pagare i collaboratori. Stiamo valutando varie possibilità e, sì, stiamo pure organizzandoci per seguire la via KickStarter, ma non è facile. Ci vuole tempo e soldi, appunto. C'era stato un investitore che si era fatto avanti, un anno fa, ed è stato anche sull'onda di quell'entusiasmo che Paola aveva detto "se arriveranno soldi, vi pagheremo", ma purtroppo è sparito nel nulla. Detto questo, e su questo hai LA MIA PAROLA, se e quando questa cosa si farà, TUTTI i disegnatori e coloristi e letteristi percepiranno la loro parte in proporzione al lavoro svolto, spero sia CHIARO.

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  12. fermo restando che, alcuni tra i partecipanti sono GIA' stati in parte "ripagati", credo. tolto l'esempio dei disegnatori che conseguentemente a Davvero hanno ottenuto ingaggi prestigiosi, faccio anche l'esempio, visto che qualcuno che non so chi sia lo ha tirato in ballo, del lettering. con Manfredi (che ci ha scritto lui, ribadisco, per offrirsi di fare il lettering dopo aver letto l'annuncio. ed è comunque stato più volte da noi ringraziato, privatamente e pubblicamente, come tutti del resto, altro che grazie del pesce) abbiamo preso precisi accordi riguardo all'esclusiva data alla sua Manfont per una cosa che lui sa, riguardante la pubblicazione su ipad e tablet eccecc. Esclusiva che ci era stata pure richiesta da altri, ma che noi abbiamo concesso a lui, da subito e su sua richiesta, e che Manfredi ancora non ha deciso di utilizzare, e non entro nel merito per rispetto, sono questioni sue. Questo per dire che con Manfredi, nonostante l'illazione di Ronin (che ignoro chi sia), i rapporti sono sempre stati corretti e più che cordiali, e che in ogni caso se Manfredi avesse qualcosa da dirci sa che può farlo liberamente esenza problemi, e non certo su un commento su un blog.

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  13. e questo è quanto.
    detto questo, la cosa che personalmente NON accetto è il "grazie di tutto il pesce" o la carenza di "comunicazione". permettimi di risponderti con un francesismo: stocazzo.
    io ho almeno una decina di mail che tu ed io ci siamo scambiati personalmente. mail in cui io ti dico che Paola non è convinta della tua prova, ma io vedo del potenziale. Mail in cui io ti spiego punto per punto COSA - secondo me - non va della tua prova e ti invito - se vuoi e visto che sembri tenerci molto, contrariamente a quanto dici ora - a farne una seconda. Mail in cui tu mi ringrazi per l'attenzione e il tempo che ti dedico e in cui io ti ringrazio per il tuo. Mail in cui ti dico che, sì, la seconda prova così più pulita, leggibile, efficace, va meglio, e per questo ho deciso per il sì (con Paola che ancora titubava). Mail in cui tu mi dici che, a fronte della tua seconda prova così pulita ed elegante (per la quale sei stato preso) ora hai deciso invece di inchiostrare coem Sean Gordon Murphy! E io nonostante questo ti dico ok, vai tranquillo. E mail in cui io ricevo il tuo risultato finale delle tue sei pagine che, permettimi, è molto diverso da ciò che avevi lasciato intravvedere nella tua prova (e ne ignoro le ragioni). questo anche per dire che il sentirsi "imbrogliati" può valere da entrambe le parti e per ragioni diverse, no?
    e il lavoro che io ho fatto con te, l'ho fatto per ciascuno dei quaranta e passa disegnatori che hanno preso parte al progetto. di più, l'ho fatto con CIASCUNA delle DUECENTO pagine di prova che abbiamo ricevuto, per ogni tavola mi sono sforzato di motivare con coerenza ed attenzione i sì, soprattutto i no, addirittura i forse. cercando sempre di essere concreto e diretto, ma anche propositivo e incoraggiante, anche laddove francamente (e non è assolutamente il tuo caso) non c'era trippa per gatti. e nessuno mi ha pagato per questo, avrei potuto limitarmi a dire dei "sì" o dei "no" e arrivederci, come avviene nel mondo reale. ma io credo che ogni persona meriti rispetto e credo che il talento e la passione vadano incoraggiati, sempre. e per venire alla tua "accusa" del fatto che Paola non ti abbia mai risposto lei sul "cosa avevano le tue tavole che non andavano" beh, perdonala. a parte che a volte magari basta un semplice sollecito (del tipo "ehi, ci terrei davvero ad una tua risposta. avevi detto che. me la mandi per favore?") ma anche noi abbiamo una vita, dei figli e tutto ilresto. e c'è stato un periodo in cui rispondevamo a qualcosa come 100 (CENTO) mail al giorno di coloristi, basisti, disegnatori, aspiranti, gente ceh ci chiedeva di fare le prove, interviste, webmaster, letteristi, eccecc, tutto questo OLTRE alle mail di lavoro "normale". perciò è possibile che la tua risposta, quella che tu ritenevi di dover ricevere, sia sfuggita e poi finita nel dimenticatoio, purtroppo, mi dispiace.ma ripeto, invece che farsi il sangue amaro tante volte basta un semplice sollecito. per dire che pure tu sei sparito, e se avessimo dovuto valutare il tuo interesse da questo, beh, avremmo dovuto immaginare lecitamente che non t'importava poi molto, nemmeno della risposta, no?

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  14. dunque ora, se la domanda che tu tra le righe poni, è: ma pure io ho partecipato al progetto Davvvero on line, dunque perché alcuni sono finiti in Bonelli e io no? e perché alcuni sono finiti sulla serie cartacea e io no? bene, potrei dirti fatti una domanda e datti una risposta, ma non mi piace mettere le cose su questo piano, soprattutto dato che tra Paola e il sottoscritto sono stato IO quello ad insistere perché ti prendessimo, perché vedevo nelle tue cose (e continuo a vedere) del bel potenziale. la risposta alla prima domanda è che come ti dicevo ci sono degli sceneggiatori che ci hanno contattati LORO. e hanno scelto LORO chi gli piacesse, io e Paola non abbiamo "spinto" nessuno (né avremmo avuto modo e possibilità di farlo, in Bonelli le raccomandazioni non servono a niente, checché se ne dica). Per la serie cartacea Star invece certo, Paola ed io abbiamo scelto per questa fase iniziale i disegnatori che preferivamo. perché abbiamo dei gusti, come tutti, e con alcuni disegnatori abbiamo pure approfondito un rapporto umano oltre che professionale, e per noi conta pure questo. perché ci sono disegnatoriche hanno disegnato più di un episodio dell'on line (quasi tutti quelli che abbiamo scelto per il cartaceo) e avevano dunque più dimestichezza coi personaggi. perché abbiamo dovuto comunque mediare tra chi volevamo noi e tra i disegnatori Star che ci ha sottoposto Giuseppe, cercando di essere equilibrati, e i posti erano pochi. perché Davvero non è una gara di appalto pubblica e si viene valutati per meriti MA a nostro insindacabile giudizio, e di Giuseppe Di Bernardo, punto. Infine, perché il nostro contratto iniziale con la star è per soli dodici numeri (pure con opzione di interrompere al 6 se le vendite non saranno ritenute soddisfacenti), ma con opzione di rinnovo. Leggi: SE Davvero avrà i numeri per proseguire come serie ongoing - cosa che tutti si augurano - le selezioni di disegnatori non sono affatto chiuse, tutt'altro. Abbiamo già gente "in lista" che ci ha offerto la propria disponibilità a voler partecipare al cartaceo, che ci hanno mandato delle nuove prove e di cui terremo sicuramente conto. TU non hai manifestato questo interesse, Matteo, mai, salvo ora in questo post in cui sembra all'imporvviso che qualcuno ti abbia "sottratto" qualcosa che secondo te ti sarebebe appartenuto di diritto. Beh, spiacente, non è così. se la serie proseguisse tu avrai - se lo vorrai - la tua possibilità, come tutti. perché è solo questo che Paola ed io ci siamo limitati ad offrire da sempre , sia con il Davvero on line che con il cartaceo: un'occasione. un'opportunità. sta poi all'intelligenza del singolo decidere se/come coglierla esprimendo il proprio 100%, o meno. ma in Italia, si sa, vige la regola del "se vinco è merito mio, se perdo è solo colpa vostra". perciò che ti devo dire, Matteo. che peccato. che delusione. che gran amarezza questo tuo post. Davvero.

    Matteo

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    1. Ti ho risposto ma mi è venuta in mente una cosa.

      Tu al posto mio avresti pagato per avere sceneggiature di professionisti ecc ecc.
      Beh, anche io HO PAGATO. Duemila e spicci euro all'anno per tre anni. E ho lavorato su testi di professionisti del settore, anche a livello extra-scolastico.

      POI, oltre a quanto richiesto dalla scuola di fumetto, ho collaborato nel mio minuscolo (più che piccolo) con altri ragazzi su testi di sceneggiatori esterni all'ambito "accademico".

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  15. Ciao Matteo,

    Io voglio ribadire solo una cosa. Io non ho scritto - NON HO SCRITTO - questo post perché cattivi voi che non mi avete fatto passare dalla versione online a quella cartacea. Mi scuso, e ne approfitto per farlo, se ho fato passare questo messaggio tra le righe del mio post.

    Non servono allusioni e mezze frasi per dire: "ohi, forse non sei bravo". Potrei fare molto di più per migliorare, forse baccate come questa mi aiuteranno ulteriormente a stare chino sui fogli da disegno ed impegnarmi. Me lo auguro da solo.
    Permettimi di aggiungere alcune cosette alla tua lunga risposta (per cui ti ringrazio, tanto per lo STOCAZZAMENTO quanto per l'impegno nell'affrontare un compito così ingrato, così a lungo).

    Dici che sono bugie e illazioni. A che pro? Che mi importa? Forze, anzi, di sicuro sono le mie sensazioni. È il mio blog, è il mio spazio dove (di rado, mea culpa) mi esprimo. L'ho sempre fatto, e ti assicuro che in passato di grane ne ho avute in spazi ben più prestigiosi, proprio per il mio ORRENDO vizio di scrivere quel che mi passa per la testa, secondo coscienza.
    Sono le cose che io, esordiente inesperto ancora acerbo, ho percepito e vissuto. Se altri ragazzi l'hanno vissuta meglio VIVADIO!
    Buonissimo per loro, anzi, è la riprova che avrei dovuto dire da subito NO, per come sono io. Mi sono voluto sfidare, sono stato cordiale perché io sono una persona, o almeno mi ritengo tale, educata negli scambi di messaggi e eMail (e con questo rispondo alla punzecchiatura con cui cerchi ulteriormente di farmi passare per falso e doppiafaccia, come se qui fossi stronzo e di là fosse una colpa aver avuto uno scambio cordiale di lettere, a suo tempo).

    Trovo imbarazzante, permettimi, il tuo venir qui a dirmi "dovresti ringraziarmi, ti ho voluto salvare il culo sennò manco ci salivi sull'Arca!". Io chiedo, ho SEMPRE chiesto sincerità e onestà da chiunque abbia avuto modo di vedere i miei disegni. Per due motivi: per crescere artisticamente cesellando i problemi E per evitare ESATTAMENTE questa situazione, quella situazione del cazzo in cui il "benefattore" arriva e ti rinfaccia che se non era per lui manco potevi sperare di vedere l'ombra di una frase scritta da Paola Barbato.

    E chiudo con un'ultima cosa, Matteo.
    Le mie prove saranno state quel che hai visto, le mie tavole idem. Ma almeno mi piace pensare che le richieste che mi erano state fatte le ho affrontate al meglio, come interpretazione. Ti spiego subito: per il padre stronzo di Martina (RICCO, ARROGANTE, AUTORITARIO) ho scelto come modello l'attore che interpreta lo zio di Cillian Murphy in Inception. La sua "utilitaria di lusso"? Una BWM di ultima generazione. Casa loro, anche se non era richiesta nelle prove? Una lussuosa villetta che dovesse rispecchiare l'annoiata opulenza in cui viveva la famiglia di Martina.

    Sono, quindi, stato io quello che: ha dato al padre le fattezze di Nando "buciodiculo" Martellone? Lo ha vestito coi golfini della COOP / del mercato? Gli ha messo in mano un cellulare che manco mia nonna usa più? La sua utilitaria di lusso è, a malapena, una Alfa Romeo di metà Anni '90? È il pater familias che vive in una casupola spoglia arredata, a malapena, con mobilio IKEA?

    No perché, se tu ti rompi il cazzo di quel che ho scritto, io mi spacco le palle sulle allusioni e le frasette mezze dette dai pulpiti più disparati.
    Fair enough?

    Ciao!

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  16. Nessuna allusione, Matteo, io ho detto solo la verità. Sempre. Credevo di essere stato estremamente chiaro e lineare nella mia risposta, ma se tu vedi "allusioni" tra le righe, in uan risposta completamente alla luce del sole su ogni punto, il problema è a questo punto solo tuo.
    Le allusioni sono le tue, anche in questa tua ultima, penosa, sequenza di frasi che potevi francamente risparmiarti. E se le fattezze del padre SONO quelle di Nando Martellone (per PRECISA scelta dell'autirce), perché TU lo vuoi disegnare con la faccia dello "zio di Cillian Murphy"? Se Sclavi ti dice che il ref per disegnare Dylan è Rupert Everett, tu glielo disegni con la faccia di Massimo Boldi di TUA iniziativa? Perché? Non capisci che è (anche) esattemente questo tipo di presunzione che non va?
    Detto questo, no, non ti ho fatto alcun "favore" a sceglierti, non ho mai detto questo, ho detto solo che eravamo uno su due. e alla fine IO sono stato quello che si è assunto la responsabilità di sceglierti (che è il motivo per cui io mi sono sentito di risponderti qui).
    Col senno di poi, leggendo tutto cià che scrivi qui, posso dire serenamente di avere preso un grosso abbaglio. Ma non in quanto disegnatore. Lì potrai migliorare tranquillamente, con tenacia e impegno e la passione che dici di avere.
    Come persona invece la vedo molto più difficile.
    Comunque a posto, non interverrò oltre. Una risposta ti dovevo, e una risposta - chiara, circostanziata, esaustiva - hai avuto. Per me basta così.
    Ciao,
    M.

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    1. Mi trovi d'accordo sul chiuderla qui.

      Ma da parte mia, allora, dico solo che, probabilmente, le sceneggiature delle tavole di prova e quelle delle definitive o quelle della versione cartacea differivano. Sono sicuro nel mio caso non ci fossero indicazioni visive ed estetiche definite sui personaggi di contorno, con riferimenti precisi; altrimenti sono solito, al netto delle mie capacità di disegno, seguirle. C'erano solo Martina e Selena, se ben ricordo, nelle indicazioni per quanto riguardava le tavole di prova.

      Tutto lì, sennò non mi sarei permesso di farti un simile appunto.

      Ciao!

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  17. ciao, sono Manfredi “MANf” Toraldo.
    Scusate, se entro nel merito, ma io credo che le cose qui siano state fraintese da tutti.
    Premetto che conosco tutti i partecipanti tranne Matteo Bussola (col quale non ho mai avuto il piacere di parlare, dato che ho intrapreso i rapporti correttamente e coerentemente solo con Paola).
    Conosco Matteo Aversano e lo ritengo un amico e serio professionista che ammetto onestamente ha ancora cose da imparare, e deve trovare delle quadre, e lo sa che sono il primo a dirglielo, sempre, quando c'è occasione.
    Conosco Ronin che è un mio CARISSIMO amico e socio e non paleso come nome solo perché il collegamento al suo link c'è e se si vuole andare a scoprirne il nome, lo si fa direttamente e, al massimo, se segue ancora il discorso, deciderà lui di dichiarasi apertamente qui come nome (normalmente non lo si fa perché i commenti anonimi di solito nei blog non si usano... e spesso vengono cestinati... e si usa mettere uno pseudonimo legato a un url rintracciabile... è norma e prassi e non certo maleducazione, quindi Ronin Writer ha usato la giusta netiquette... specifico)
    Non conosco quelli che mi sono sembrati due troll come atteggiamenti di "perculismo" e ai quali ho ribattuto subito.
    Consoco Paola che non è intervenuta ma è comunque citata e interpellata nell'intera discussione.
    Ho avuto occasione di parlarle di persona, oltre che diverse volte al telefono e i rapporti via mail sono stati intensi durante tutta la lavorazione di Davvero online.
    Non ho l’arroganza di definirla amica ma mi piace ritenerla una buona conoscente.

    Ruolo mio:
    1) o letterato tutto il Davvero online, tranne forse quattro episodi, (due muti e due letterati dai disegnatori stessi ma vado a memoria) definendo il font e il formato dello stesso, evolvendo entro certe direzioni i balloon e scelte grafiche di alcuni testi e di molte onomatopee.
    2) Ho fatto tutto ciò, proponendomi io, come giustamente sottolineato da Matteo Bussola.
    3) Ho avuto in cambio un accordo di opzione unica di pubblicazione di Davvero su iPad e iPhone che per motivi contingenti, pratici e alcuni davvero troppo personali per esporli qui (vogliate perdonarmi) non ho POTUTO ancora sfruttare (mi riservo infatti di farli presto valere o di rimetterli anzichenò in pieno usufrutto a Paola).
    – sottolineo: diritto di pubblicazione GRATUITA, non ci guadagnerebbe nessuno se pubblicassi su iPad, quindi non sto facendo torto a nessuno dei partecipanti -
    4) Ho avuto la garanzia alla quale credo serenamente (non ho motivo per dubitarne) che se verranno fuori soldi inerenti al lavoro fatto da me su Davvero Online verrò pagato (Paola mi chiese anche quanto avrei voluto guadagnarci per avere un’idea chiara di quanto cercare di rigirarmi in caso di pubblicazione… in piena trasparenza)

    NON ho toccato il lettering dell’edizione cartacea per il quale non sono stato consultato nemmeno come consulente.
    Avrei per esempio sottolineato il mio disappunto nell’utilizzo di un font ottimo per lo schermo (motivo per il quale lo scelsi per la pubblicazione online) ma a mio avviso pessimo per il cartaceo.

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  18. Perché non ho avuto alcun ruolo nell’edizione cartacea?
    Qui secondo me un briciolo di incomprensione tra me e il mio socio Ronin.
    Incomprensione della quale mi assumo tutta la responsabilità (ma ne abbiamo parlato davvero poco, a mia lieve discolpa).
    Ero rimasto d’accordo con Paola che il lettering dell’edizione cartacea, pagato veramente poco, a che avrei fatto volentieri, l’avrei realizzato io.

    - Premetto che i prezzi visti come “veramente bassi” da Paola sono ovviamente minimi per qualcuno abituato ai pagamenti Bonelli ma ASSOLUTAMENTE nell’attuale media italiana per le altre case editrici (questo per evitare che mi si accusi che io dia dei truffatori alla Star o degli ingenui a Paola e Matteo Bussola… si parte solo da criteri e abitudini differenti e in questo non pongo ALCUN giudizio né in una direzione né nell’altra) -

    Poi, per mesi, non sentii più Paola e, arrivati a poche settimane dall’uscita del numero 1, la contattai chiedendole “ma allora, lo faccio o no il lettering?”.
    Lei mi rispose che per motivi interni la Star aveva scelto di affidarlo ad altri.
    Ma che non mi aveva più avvertito perché aveva un casino di cose da coordinare e quello le era sfuggito.

    Ora, Ronin, mi aveva chiesto più volte a che punto fosse la situazione del lettering della testata Star, ed era rimasto alla quesitone “boh, Paola non si è più fatta sentire…” e poi, ne avevamo riparlato solo a giochi fatti: “Ma allora non l’hai fatto tu?!”.
    Brevi e intensi scambi che hanno portato a un fraintendimento che gli ha fatto enunciare la frase di cui sopra e per la quale, ripeto, mi prendo l’intera responsabilità e ci tengo che Ronin non abbia a che patirne dato che IO non ho mai avuto occasione di spiegarli meglio la cosa.
    (Giudicate con pietà, per favore, un carissimo amico che intendeva solamente difendere il mio lavoro che non sapeva per quale motivo mi fosse stato tolto.)

    Dato questo, io, conoscendo Matteo, ho letto il suo intervento in maniera nient’affatto polemica come invece sembra averlo letto la maggior parte di voi, Matteo Bussola in primis.
    Non fatevi saltare la mosca al naso e permettete di spiegarmi.

    Io nel post di Matteo ho letto questo concetto:
    “Ho disegnato un fumetto, gratuitamente (ok, sei pagine, ma fatemi finire) per una scelta che mi convinceva poco ma che alla fine ho fatto ai fini di visibilità.
    Ho recepito poco tale visibilità non perché io non sia stato poi pubblicato in cartaceo, ma perché anche solo, avrei gradito commenti, anche stroncature, che invece al mio episodio praticamente non sono stati fatti.
    Ora, volendo imparare (e conosco Matteo e SO che vuole prima di tutto imparare e fare esperienza), mi chiedo ho forse perso tempo?
    Mi par di capire che io non sia l’unico degli autori a non aver avuto visibilità, dato che le dirette conseguenze di tale lavoro le si contano sulle punte delle dita di una mano.”

    Ora: Matteo Bussola ha spiegato e dimostrato che le relazioni tra la visibilità data e il successo ricevuto sono state molte di più delle lapalissianamente intuibili e giudicherei questo misunderstanding appianato.

    La reazione alla poca critica, costruttiva e no, data al suo lavoro, ha secondo me (e da quello che IO ho letto nel post) rattristato Matteo e l’ha fatto sfogare qui sul blog, spiegando comunque come LUI ha vissuto la questione.

    La poca comunicazione ad alcuni livelli con Paola è SPIEGABILISSIMA per tutto il casino di lavoro al quale Paola si è sottoposta con questo progetto (com’è successo anche con me) ma capisco come Matteo si sia sentito trascurato perché lui ha solo vissuto il silenzio e non aveva misura dei come e dei perché.

    Sulla qualità del lavoro ognuno giudichi come vuole e crede.
    Non entro nel merito.
    Non ho intenzione di farlo.
    Né da una parte né dall’altra.
    (Chessò, magari anche il lettering non è piaciuto. Ci può stare, non mi interessa.)

    Ci tengo a dire che, secondo me, i toni di questa discussione sono degenerati per fraintendimenti.

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  19. Conosco tutti e sono amico o stimo tutti i partecipanti citati a inizio di questa mia replica, non intendevo accettare di farli giudicare male perché secondo me nessuno di loro ha mai inteso offendere.

    Detto ciò, anche se mi piacerebbe vedere stringere la mano ai due Matteo e a Ronin e a Paola in un tripudio di miccette, permettetemi di rimanere amico e collaboratore di tutti senza alcuna offesa comunque la pensiate.
    Con Matteo che secondo me ha tra le mani un bellissimo fumetto che dovrebbe decidersi a rifinire in un bel proposal (Matte’, è da mo’ che te lo dico!).
    Con Matteo Bussola e Paola, cui mi sento legato anche se sarei arrogante a definirmi amico, ma che stimo innegabilmente.
    Con Ronin, che è un amico per il quale sarei disposto a scendere all’Inferno.

    Dite la vostra e la foglia e tutto il resto.
    MANf

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  20. Buongiorno.
    Ringrazio Manf per le belle parole.
    E mi scuso, in primis con lui, per aver esternato commenti non dovuti alla mia esperienza ma a sensazioni che avevo percepito da una persona a me molto cara. Unite alle sensazioni che avevo percepito da Matteo, altra persona a cui voglio molto bene.
    Non era mia intenzione attaccare nessuno (sono abbastanza certo di non averlo fatto) ma credo che nei blog e nel web, così come nella vita reale, sia lecito esternare punti di vista diversi, cercando di non mancare di rispetto al prossimo e scusandosi, come in questo caso, se invece si toccano dei nervi scoperti. Quindi nessun problema a stringere mani.

    Se posso aggiungere, molto bella e professionale la risposta di Di Bernardo che Matteo ha riportato.

    Ultima considerazione. Come ha già detto Manf, il mio è solo uno pseudonimo dal blogger con rimando al mio blog. Non volevo in nessun modo celare l'identità, anche perché avevo ripostato questo link con il mio personale account di FB.
    Siccome il blog è appena nato e in fase di lavorazione, manca ancora il profilo personale, quindi metto qui per iscritto che sono Luca Baino, sceneggiatore e blogger esordiente.
    Buona domenica a tutti.

    LB

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